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Cor-rispondenze

lunedì 27 giugno 2011

Nuove letture estive




Ho aggiunto altre segnalazioni, per rendere più facile reperire i libri e perché ognuno di voi possa leggere quello che ritiene più vicino ai propri interessi.
Consultate anche gli altri post del mese di giugno... E buone vacanze!!!


Antiseri Dario, Eros, philia, agape: le declinazioni dell'amore, Lombar Key, 2008, 136, € 16,00;

Bianchi Enzo, Insieme: la differenza cristiana, per un'etica condivisa, l'altro siamo noi, Einaudi, 2010, 177, € 12,00;

Blackburn Simon, Le grandi domande della filosofia, Dedalo, 2011, 205, € 15,00;

Bodei Remo, Una scintilla di fuoco. Invito alla filosofia, Zanichelli, 2005, 160, € 9,60;

Borgna Eugenio, La solitudine dell'anima, Feltrinelli, 2011, 194, € 15,00;

Bressanini Dario, Ogm tra leggende e realtà, Zanichelli, 2009, 224, € 11,80;

Citati Pietro, Leopardi, Mondadori, 2010, 436, € 22,00;

Corrado Renato, Tagliapietra Andrea, Il senso del dolore: testimonianza e argomenti, Editrice San Raffaele, 2010, 184, € 16,00;

De Monticelli Roberta, La questione morale, Cortina Raffaello, 2010, 186, € 14,00;

Dupré Ben, 50 grandi idee di filosofia, Dedalo, 2009, 208, € 16,00;

Ferraris Maurizio; Filosofia per dame, Guanda, 2011, 200, € 13,00;

Gioffrè Domenico, Il dolore superfluo: da ridurre, da controllare, da "curare", Centro Studi Erickson, 2008, 116, € 16,00;

Henderson Mark, 50 grandi idee di genetica, Dedalo, 2010, 208, € 18,00;

Marzano Michela, Etica oggi: fecondazione eterologa, "guerra giusta", nuova morale sessuale e altre grandi questioni contemporanee, Centro Studi Erickson, 2011, 125, € 10,00;

Massarenti Armando, Dizionario delle idee non comuni, Guanda, 2010, 262, € 14,00;

Minois Georges, La ricerca della felicità: dall'età dell'oro ai giorni nostri, Dedalo, 2010, 376, € 25,00;

Natoli Salvatore, Il buon uso del mondo. Agire nell'età del rischio, Mondadori, 2010, 272, € 18,50;

Odifreddi Piergiorgio, Caro papa, ti scrivo, Mondadori, 2011, 196, € 17,50;

Onfray Michel, Filosofia del viaggio, Ponte delle Grazie, 2010, 114, € 12,50;
Perconti Pietro, Coscienza, Il Mulino, 2011, 210, € 13,50;

Portinaro Pier Paolo, L'interesse dei pochi, le ragioni dei molti, Einaudi, 2011, 261, € 18,00;

Ravasi Gianfranco, Che cos'e' l'uomo? Sentimenti e legami umani nella Bibbia, San Paolo Edizioni, 2011, 152, € 16,00;

Ravasi Gianfranco, 150 risposte ai perché di chi crede e di chi non crede, Mondadori, 2010, 266, € 19,00;

Veneziani Marcello, Vivere non basta, Mondadori, 2011, 133, € 18,50;

Zagrebelsky Gustavo, Giuda: il tradimento fedele, Einaudi, 2011, 94, € 12,00

martedì 21 giugno 2011

Un saluto alla VA




Cari ragazzi e ragazze della VA,
Questi due ultimi giorni sono stati “speciali”. Come gli ultimi passi di un atleta che dopo una gara attende di raccontare lo sforzo compiuto, si sono caricati di tanti significati da rendere espliciti. Erano giorni attesi, la cena di fine anno e l’ultimo giorno di scuola. I saluti e il concerto. E Roddino è una collina bellissima. Quando sono arrivato nel punto più alto (con la mia panda bianca-vettura sostitutiva), dopo una breve passeggiata per scandagliare l’orizzonte da ogni lato, mi sono seduto su una panchina. Era tanto che non uscivo dalla quotidianità. Così, mentre respiravo profondamente, ho pensato che Roddino era un bel posto anche per guardare la propria vita. Poi sono arrivate le vostre voci insieme al pullman che vi ha accompagnato. Una gita in miniatura, un piccolo assaggio di una gita che, purtroppo, non c’è mai stata. Tutti elegantissimi, perché la cena è un momento del passato da portare nel futuro: un fotogramma per immortalare ragazzi che diventano grandi e che da grandi ricorderanno di essere stati ragazzi. Quello che noi insegnanti abbiamo subito capito è che stavamo trascorrendo una serata con un gruppo di studenti che si volevano bene. Si sentiva l’amicizia, a tavola. La professoressa Oddenino ha immaginato un premio per ognuno di voi, ed ha azzeccato risate e divertimento. Poi sono arrivati i vostri regali. Bellissimi, i biglietti: tre anni di percorso scolastico in un aforisma che vale le parole di un libro. E poi gli oggetti: orecchini confezionati da voi per le professoresse, maglie da calcio per Ribotta e per me. Ribot (come Ribery) e Albert-one. Le maglie con le firme di tutti, così Ribotta ed io abbiamo scattato una di quelle foto che fanno due calciatori a fine carriera. Abbracciati, di spalle. Fantastiche le imitazioni dei professori di Rainero, le nostre piccole manie amplificate all’infinito, roba da morir dal ridere.
E poi l’ultimo giorno. Un film, le foto degli anni passati che scorrevano sul muro, qualche parola, molta commozione. Mia e vostra. Come dice Rainero «Siamo una bella classe». Proprio così, una bella classe, che ha saputo integrare i compagni nuovi e creare buoni legami. Che ha avuto molti assestamenti, anche dolorosi. Che ha anche faticato per diventare una classe, tra interminabili discussioni e un equilibrio delicato. Che ha saputo però essere anche molto simpatica e affettuosa. Sabato mattina, però, ho visto ragazzi che abbracciavano ragazze e ragazzi che abbracciavano gli amici con le lacrime agli occhi, come calciatori che dopo mille partite vinte piangono, seduti qua e là sul campo, la testa a penzoloni tra le braccia, perché hanno perso la finale di un mondiale ad un calcio di rigore.
Allora penso che ci sono dei momenti, come questi, in cui è più facile comprendere che siamo fatti di relazioni e che la vita ha un senso per le relazioni che sappiamo creare.
Per questo voglio proporvi alcune riflessioni. Brevi, naturalmente.
1. L’anima è relazione.
In questi anni, mentre eravate occupati a fare tante cose, quasi senza accorgervene si è formato in voi qualcosa di particolare e unico. Quel qualcosa si chiama anima. Allora, io non so se l’anima sia anche qualcos’altro, come dicono le persone religiose, ma so che l’anima è quello che si forma dalla relazione. Dalla capacità di sentire, e non dalla capacità esclusiva di intendere e volere. L’intelligenza afferra i concetti, la volontà orienta il comportamento, ma la capacità di sentire e di creare legami è invece quella capacità che cresce grazie alle relazioni. Una capacità di captare e di relazionarsi agli altri profonda e resistente. Questo sentire è una sensibilità che si costruisce col tempo. Intendeva qualcosa del genere Eraclito, quando diceva che i confini dell’anima sono difficili da percorrere tanto è vasto il suo logos. E questo logos, per me, è dato da un insieme di capacità; cominciamo dalle più elementari: accorgersi dell’altro, avvertirne la presenza e l’assenza, cogliere analogie e differenze, intendere quello che realmente sente e pensa, riconoscere le emozioni in lui e in voi, provare emozioni, poi sentimenti. E alla fine accorgersi che è nato un legame che è una forma particolare di attaccamento, a cui non avevate mai pensato, ma che poi diventa visibile nel momento conclusivo di un percorso, come parte essenziale di quel percorso.
2. La relazione crea la profondità.
Perché è vero che una qualche relazione ordinaria c’è sempre stata: «mi passi il compito, quando vieni a giocare, cosa facciamo sabato, ti piace quella ragazza». Ma, giorno dopo giorno, gli ingredienti di quella quotidianità sono entrati nel profondo, o meglio, hanno generato la profondità. Che non è qualcosa di già dato, ma è qualcosa che si crea attraverso quei cordoni ombelicali in partenza e in arrivo che alimentano e trasformano. È una forma di prossimità maggiore, più autentica, che conosce le ambivalenze e le sfaccettature dei compagni e proprie, e attraverso queste scopre la complessità e la bellezza della vita.
3. La profondità è data dalla ripetizione.
Per trovare la profondità è necessaria la ripetizione, direbbe Kierkegaard. La ripetizione, anche quella più semplice, crea un vissuto diverso, interazione e reciprocità. Come nel ripasso che state facendo in questi giorni si riprende qualcosa e lo si comprende meglio, la ripetizione è una ripresa (della relazione) che consente una conoscenza più ricca, un’interazione differente, una vicinanza più esclusiva, che a forza di assestamenti, ma anche di conflitti e di continue riprese, diventa unica.
4. La relazione genera sentimenti e non solo emozioni.
Sabato, ho visto tutti commossi e tutti, in qualche momento, piangere. In modo diverso, toccati da parole diverse, da immagini, da ricordi. Non si tratta di emozioni, cari ragazzi, si tratta di sentimenti, e i sentimenti stanno un gradino sopra alle emozioni. E se molte persone nella società contemporanea si illudono che i sentimenti si possano ottenere attraverso scorciatoie, in questi giorni voi avete sperimentato la vera natura dei sentimenti, e avete compreso che i sentimenti autentici derivano da allenamento e relazione, da esperienze che si costruiscono nel tempo e con il tempo, e non da surrogati a buon mercato. Vale la pena ricordarlo.
5. Le modificazioni dell’anima forniscono una nuova interpretazione della realtà.
Quando uno finisce un percorso di studi, ha maturato una nuova comprensione della realtà. La nuova comprensione della vita che avviene ora che avete finito la scuola ha a che fare con le modificazioni dell’anima, ossia con quella trama di relazioni che costituisce ciascuno. Può sembrare strano, ma l’insieme delle letture nelle varie discipline e la conoscenza di concetti nuovi vi consentiranno di interpretare in modo diverso quello che avevate pensato. Indietro non si può tornare, perché gli autori studiati sono ora parte di voi. Anche se vi sforzate, non potete pensare come pensavate all’inizio dell’anno. Le parole, i concetti, le visioni del mondo dei diversi autori fanno già parte del vostro pensiero e del vostro linguaggio.
6. La relazione forma la coscienza dell’unicità della vita.
Ognuno di noi mentre tenta di dare una forma alla propria vita scopre quello che ha valore; la singolarità del proprio percorso, delle continue relazioni con gli altri, formano la coscienza dell’unicità della vita. L’identità di ognuno diventa tale nella consapevolezza della indispensabile e insostituibile relazione con le altre persone. Scoprendo quello che ha valore, ognuno può scegliere di perseguirlo e di costruire la propria vita di qualità. Anche se per certi aspetti la vita è sempre unica, l’unicità che segue alla scelta dei valori importanti produce un vissuto più consapevole.
7. Conoscere quello che ha valore aumenta la capacità di scelta.
Se si scoprono i valori importanti della vita, spesso si perseguono.
8. La felicità è una conseguenza della scelta di vita.
Oltre alla felicità occasionale, che accade senza una nostra precisa responsabilità, le relazioni fanno scoprire che una vita buona è una vita felice. E che la felicità è a portata di mano: consiste infatti in una vita realizzata. E una vita realizzata è fatta da relazioni.
9. La relazione affina il sentire.
Heidegger diceva che siamo “gettati” nel mondo, per indicare l’assenza di scelta e di intenzionalità con cui veniamo al mondo. E se i compagni non si scelgono, e ci si trova con persone diverse, verso le quali si nutrono anche sentimenti diversi, in realtà, prima che uno se ne accorga, la relazione è già cominciata. Gradualmente, in mezzo agli altri, il sentire si affina, come l’olfatto di un segugio. Alla fine di un percorso è un sentire diverso, che dopo alcuni anni trascorsi insieme nella classe permette di captare quello che gli altri non sentono. Un olfatto raffinato sente cose che la maggior parte delle persone non sente e non pensa neppure che esistano.
10. Siamo fatti di relazioni.
Proprio perché in questi giorni vi siete commossi, potete rendervi facilmente conto che il nostro tessuto intimo è fatto da relazioni; infatti, quando una di esse viene a mancare, si soffre, perché si è consapevoli che nel venir meno dell’altro viene meno anche qualcosa di noi.

Ho detto che non la facevo lunga, e allora finisco.
E’ notte tarda. Sto scrivendo questa lettera in ospedale. Sono seduto su una sedia che, per stasera, sarà anche il mio letto. C’è però dentro di me una forza che preme per far affiorare alla voce qualche sentimento che ancora alimenta il ricordo di quei giorni.
Purtroppo, quest’anno non sarò con voi all’esame. Mi dispiace. Ho atteso fino all’ultimo, prima di rinunciare. Ma il sentiero della mia vita mi ha dirottato da un’altra parte: sono qui, questa notte, in ospedale, vicino a mia madre.
Vi penso e vi auguro di fare bene il vostro lavoro, perché siete in grado di fare bene. Vi penserò anche nei giorni dell’esame.
Un abbraccio a tutti,
albert-one.

lunedì 20 giugno 2011

Consigli per le letture estive


Novità: Sarah Bakewell, Montaigne. L'arte di vivere, Campo dei Fiori Editore, 2011.



Libri di filosofia consigliati per la classe IIIa

1. AA.VV., Della bella morte. Tra eroismo, onore, dignità: la libertà di morire nel mondo antico, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2008, pp. 160, € 5,00.

2. Abelardo Pietro, Storia delle mie disgrazie. Lettere d'amore di Abelardo e Eloisa, Garzanti Libri, 2007, pp. 473, € 12,00.

3. Agostino (sant'), Le confessioni, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2007, pp. 418, € 12,00.

4. Agostino (sant') (è un cd da ascoltare), Nutre la mente solo ciò che rallegra. Le «Confessioni» di Sant'Agostino. Con CD Audio, Vita e Pensiero, 2007, pp. 139, € 20,00.

5. Aristotele, Etica nicomachea, Laterza, 2005, testo a fronte, € 14,50.

6. Davico Bonino G., Il libro dell'amicizia, Bur, 2005, pp. 572 (brani a scelta), € 10,80.

7. Epicuro, Lettera sulla felicità, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2007, pp. 47, € 5,00.

8. Epitteto, Manuale, SE, 2009, pp. 72, € 5,00..

9. Lucrezio Caro Tito, Vivere laico, Mondadori, 2007, pp. 83, € 7,00.

10. Marco Aurelio, La libertà interiore, Mondadori, 2006, pp. 118, € 7,00.

11. Platone, Apologia di Socrate, Laterza, 2008, pp. 139, € 7,50.

12. Porfirio, Contro i cristiani, Bompiani, 2009, testo a fronte, € 20,00.

13. Seneca, La serenità, Mondadori, 2006, pp. 43, € 7,00.


Libri di filosofia consigliati per le classi III A e IV A


1. AA.VV., Che cosa vuol dire morire. Sei grandi filosofi di fronte all'ultima domanda, Einaudi, 2010, pp. 168, € 15,00.

2. AA.VV., Perché siamo infelici, Einaudi, 2010, pp. 184, € 13,50.

3. Antiseri Dario, Laicità. Le sue radici, le sue ragioni, Rubbettino, 2010, pp. 85, € 14,00.

4. Bauman Zygmunt, Consumo, dunque sono, Laterza, 2010, pp. 198, € 8,50.

5. Bettetini Maria, Breve storia della bugia. Da Ulisse a Pinocchio, Raffaello Cortina, 2001, pp. 157, € 12,00.

6. Bettini Maurizio, Alle porte dei sogni, Sellerio, 2009, pp. 220, € 12,00.

7. Bobbio Norberto, Eguaglianza e libertà, Einaudi, 2009, pp. 98, € 7,50.

8. Bocchiaro Piero, Psicologia del male, Laterza, 2009 pp. 129, € 12,00.

9. Cosmacini Giorgio, Testamento biologico. Idee ed esperienze per una morte giusta, Il Mulino, 2010, pp. 123, € 11,50.

10. Curi Umberto, Miti d'amore. Filosofia dell'eros, Bompiani, 2009, pp. 381, € 12,00.

11. Flores D'Arcais Paolo, A chi appartiene la tua vita?, Ponte delle Grazie, 2009, pp. 158, € 12,50.

12. Natoli Salvatore, Guida alla formazione del carattere, Morcelliana, 2006, pp. 96, € 10,50.

13. Natoli Salvatore, Dizionario dei vizi e delle virtù, Feltrinelli, 2005, pp. 165, € 7,00.

14. Nietzsche Friedrich, Lettere da Torino, Adelphi, 2008, pp. 269, € 15,00.

15. Nietzsche Friedrich, Verità e menzogna, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2006, pp. 185, € 9,00.

16. Nietzsche Friedrich, Schopenhauer come educatore, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2004, pp. 157, € 8,00.

17. Ravasi Gianfranco, Breve storia dell'anima, Mondadori, 2009, pp. 341, € 10,50.

18. Schmid Wilhelm, Felicità, Fazi editore, 2009, pp. 38, € 14,50.

19. Zagrebelsky Gustavo, Imparare democrazia, Einaudi, 2007, pp. 120, € 8,62.

20. Zimbardo Philipp, L'effetto Lucifero. Cattivi si diventa?, Raffaello Cortina, 2008, pp. 769 (brani a scelta), € 34,80.


Libri di filosofia consigliati per la classe IV A


1. Galilei Galileo, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli 2008, pp. 907, € 15,00.

2. Galilei Galileo, Sidereus nuncius. Testo originale a fronte, Marsilio, 2001 , pp. 248, € 14,00.

3. Hume David, Storia naturale della religione, Laterza, 2007, pp. 153, € 7,00.

4. La Rochefoucauld François de, Massime, Newton Compton o Marsilio, 2005, 288, € 18,08.

5. Marchetti A., Moralisti francesi. Classici e contemporanei, Bur, 2008, pp. 723 (brani a scelta), € 5,60.

6. Montaigne Michel de, Il benessere fisico e spirituale, Mondadori, 2006, pp. 145, € 7,00.

7. Montaigne Michel de, Della saggezza, Rubbettino, 2006, pp. 138, € 10,00.

8. Pascal Blaise, Pensieri, Garzanti Libri, 2007, pp. 517, € 12,50.

9. Schopenhauer Artur, Consigli sulla felicità, Mondadori, 2006, pp. 143, € 7,00.


Libri di storia consigliati per le classi III A e IV A



1. Anders Günther, Discesa all'Ade. Auschwitz e Breslavia, 1966, Bollati Boringhieri, 2008, pp. 175, € 16,00.

2. Anders Günther, Noi figli di Eichmann, La Giuntina, 1995, pp. 108, € 10,00.

3. Arendt Hannah, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Feltrinelli, 2003, pp. 320, € 9,50.

4. Deaglio Enrico, La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca, Feltrinelli, 2003, pp. 136, € 5,68.

5. Florenskij Pavel A., Non dimenticatemi. Le lettere dal gulag del grande matematico, filosofo e sacerdote russo, Mondadori, 2006, pp. 419, € 10,40.

6. Grossman Vasilij, L' inferno di Treblinka, Adelphi, 2010, pp. 79, € 6,00.

7. Hachiya Michihiko, Diario di Hiroshima, SE, 2005, pp. 254, € 19,00.

8. Hausner Gideon, Sei milioni di accusatori. La relazione introduttiva del procuratore generale al processo Eichmann, Einaudi, 2010, pp. 189, € 8,62.

9. Levi Primo, Se questo è un uomo, Einaudi, 2005, pp. 209, € 9,80.

10. Levi Primo, I sommersi e i salvati, Einaudi, 2007, pp. 197, € 9,00.

11. Revelli Nuto, L'anello forte, Einaudi, 2005, 400, € 14,00.

12. Revelli Nuto, La guerra dei poveri, Einaudi, 2005, 420, € 12,50.

13. Revelli Nuto, Il mondo dei vinti, Einaudi, 2005, pp. 436, € 12,80.

14. Rigoni Stern Mario, Il sergente nella neve, Einaudi, 2008, pp. 139, € 8,50.

15. Schneider Helga, Il rogo di Berlino, Adelphi, 1998, pp. 229, € 9,00.

16. Sereny Gitta, In quelle tenebre, Adelphi, 1994, pp. 519, € 13,00.

17. Vonnegut Kurt, Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, Feltrinelli, 2005, pp. 196, € 7,00.

18. Weiss Peter, L'istruttoria, Einaudi, 2007, pp. 251, € 13,80.

lunedì 13 giugno 2011

Libri per le vacanze



L'editore Mondadori ha creato una collana di brevi libri che contengono alcuni estratti delle opere degli autori. I libri sono davvero di facile lettura. La collana si chiama Mondadori, Oscar saggezze. Non riporto tutti i titoli, perché in questi anni la collana ha ampliato i libri, ma vi indico una pagina internet in cui potete consultare il catalogo.

http://www.ibs.it/collana/Oscar+saggezze/Mondadori/oscar+saggezze.html


Sui vizi capitali, l'editore Il Mulino propone dei nuovi testi molto utili (anche per le tesine):

Benvenuto Sergio, Accidia. La passione dell'indifferenza. I 7 vizi capitali, Il Mulino, 2008, pp. 158, € 12,00;

Giorello Giulio, Lussuria. La passione della conoscenza, Il Mulino, 2010, pp. 200, € 15,00;

Rigotti Francesca, Gola. La passione dell'ingordigia, Il Mulino, 2008, pp. 136, € 12,00;

Bazzicalupo Laura, Superbia. La passione dell'essere, Il Mulino, 2008, pp. 168, € 12,00;

Bodei Remo, Ira. La passione furente, Il Mulino, 2011, pp. 140, € 14,00;

Zamagni Stefano, Avarizia. La passione dell'avere, Il Mulino, 2009, pp. 160, € 12,00;

Pulcini Elena, Invidia. La passione triste, Il Mulino, 2011, pp. 188, € 15,00;

lunedì 6 giugno 2011

Una scintilla di fuoco. Un invito alla filosofia




Cari ragazzi,
Tra poco inserirò un nuovo elenco di libri tra cui poter scegliere le letture per l'estate. Intanto vi invito a leggere (l'invito - chiamiamolo pure obbligo - è soprattutto per le due classi terze, ma vale anche per gli altri) il bellissimo libro di Remo Bodei: Una scintilla di fuoco. Invito alla filosofia, Bologna, Zanichelli, 2005.

Remo Bodei è professore di Storia della Filosofia all'Università di Pisa. Insegna anche all'University of California, Los Angeles.
Oltre ad aver scritto molti saggi sulla filosofia, è anche un eccellente divulgatore. Lo ascolto con piacere tutti gli anni al Festival di filosofia di Modena (ho fatto questa foto all'ultima edizione del festival) e credo che questo libro vi sarà di grande aiuto, sia per le tematiche che tratta sia per il linguaggio chiaro dell'argomentazione.

un caro saluto,
alberto

lunedì 30 maggio 2011

Quando si diventa maturi?




Caro professore,
Un film che mi ha davvero colpito particolarmente e di cui consiglio la visione anche a lei è “Il bambino con il pigiama a righe”. È un film che su di me ha avuto un impatto emotivo abbastanza drastico. Mi ha dato molto a pensare, vedendo immagini così crude e violente sono rimasta davvero impressionata del male che hanno potuto fare certi uomini ad altri solo perché avevano il colore della pelle diverso o parlavano una lingua straniera. Il bello è che ora uno, se ha 18 anni è maggiorenne e ha tutti i diritti e i doveri di questo mondo. Ma ragionandoci su io vivo tutti i giorni con mia sorella più piccola accanto e vedo che lei gioca, parla e aiuta tutti i suoi amici. Non fa differenza tra lei e una sua amica con la pelle più scura e riesce lo stesso a farsi capire da quella sua amica che parla diversamente. Perché usa il cuore, parla con amore e l’amore non ha nessun confine. Io ora mi chiedo, ma davvero a 18 anni si è già maturi? A che età uno è davvero consapevole di quello che gli sta intorno?
Gaia, Ib


Cara Gaia,
Il film a cui fai riferimento è davvero molto bello e anche su di me ha avuto un impatto emotivo forte e spiazzante. Il dubbio che sollevi è importante, potremmo dire che è sia sulla maturità di una persona, sia sul processo di umanizzazione degli uomini. Credo che una risposta alla riflessione sia già contenuta nella tua domanda: non c’è un’età precisa per diventare uomini e donne maturi, intendo moralmente e non solo biologicamente. Ci sono vari aspetti della maturità: biologica, psichica, giuridica (con cui assumiamo i diritti e doveri nella comunità civile). Ma c’è una maturità, più importante, che ha a che fare con il nostro processo di umanizzazione. Non è caratterizzata da una data precisa, perché ha a che fare con un’evoluzione che si snoda nel corso della vita, e potremmo chiamarla maturità etica. È molto bella la tua osservazione: tua sorella, che sotto certi aspetti consideriamo ancora immatura, si comporta con i suoi simili in modo più umano di molti adulti che, pur avendo conseguito maturità psicofisica e giuridica, considerano le differenze tra le persone non da un punto di vista descrittivo (come osservazioni), ma valutativo (o meglio svalutativo). Se consideriamo che entriamo in relazione con gli altri sia con le emozioni sia con la ragione, possiamo fare alcune considerazioni. Dal punto di vista emotivo o empatico, come hai giustamente notato nel comportamento di tuo sorella, entriamo in relazione con il prossimo in modo positivo molto presto. Il prof. Michael Tomasello (Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology. Department of Developmental and Comparative Psychology), nel libro “Altruisti nati. Perché cooperiamo fin da piccoli” [2009] Bollati-Boringhieri 2010, mostra come i bambini si prestino attenzione, aiuto reciproco e siano cooperativi già in tenera età. Egli mostra come “Altruismo” (un individuo si sacrifica in qualche modo per un altro) e “Collaborazione” (più individui lavorano insieme per un vantaggio comune) siano comportamenti che probabilmente appartengono non solo al singolo individuo, ma alla specie stessa. Quindi i dati sperimentali sembrano confermare il comportamento manifestato da tua sorella. Fin qui sul piano emotivo. E sul piano razionale? Emmanuel Kant diceva che gli uomini sono “naturaliter maiorennes”, cioè tendono per natura a diventare maggiorenni. Già, ma la ragione e la maturità come entrano in relazione? Si può essere razionali senza essere maturi, come mostri nella tua lettera e come la storia spesso insegna. Mi viene da parafrasare una famosa lettera di Kant. Il filosofo prussiano, rispondendo alla domanda “Che cos’è l’Illuminismo” [1783], scriveva: “L'illuminismo è l'uscita dell'uomo da uno stato di minorità il quale è da imputare a lui stesso”. Ora per Kant l’Illuminismo era un’atmosfera culturale che aveva come obiettivo quello di rendere gli uomini maturi e responsabili delle loro azioni. Ma per rispondere alla tua domanda credo che possiamo servirci della stessa espressione, perché ogni minorità (la condizione di minorenne): “è da imputare a lui stesso”, da attribuire solamente all’uomo stesso. Kant spiega bene in che cosa consiste questa condizione. Per egoismo personale, per pigrizia, per viltà gli uomini evitano di usare la loro ragione e preferiscono ripetere slogan e formulette che banalizzano la realtà e il prossimo. Kant scrive: “Regole e formule, questi strumenti meccanici di un uso razionale o piuttosto di un abuso delle sue disposizioni naturali, sono ceppi di una eterna minorità”. Sappiamo bene che gli adulti mascherano le loro paure, i loro egoismo e i loro interessi dietro pseudo-teorie. Talvolta parlano di umanità e temono il diverso, parlano di diritti, ma si riferiscono ai diritti di una minoranza. Dietro parole che semplificano e distorcono la vita, si nascondono paure e violenza (eterna minorità). E allora anche la maturità psicofisica non è più sufficiente per garantire la maturità delle persone. Per questo all’inizio parlavo di umanizzazione e di maturità etica. Perché un’azione sia morale occorre che l’uomo sia libero. La libertà implica lo sviluppo della razionalità, affinché l’uomo possa decidere e non semplicemente agire per istinto. Ma lo sviluppo della libertà è tale quando la razionalità permette di assumere la responsabilità delle proprie azioni davanti agli altri. Il processo di umanizzazione si può dire avvenuto quando un uomo non si accontenta più di recitare di formule, ma decide di assumere pienamente la propria responsabilità di uomo razionale nei confronti del prossimo, e quando è in grado di rispondere anche ai bisogni degli altri. Quando, come dici tu, “usa il cuore e parla con amore perché l’amore non ha nessun confine”.
Un caro saluto,
alberto


Puoi dare un’occhiata al sito di Michael Tomasello in:
http://wwwstaff.eva.mpg.de/~tomas/

Puoi leggere il testo di Kant in:
http://www2.units.it/storia/Docenti/Abbattista/Moderna_03/Kant_Was%20ist%20aufklaerung.htm

lunedì 23 maggio 2011

Ti racconto un libro (II anno)




Storie di prof. Attraverso i libri

Lo scorso Venerdì 13 Maggio, alle ore 21, l'ampia ed accogliente tensostruttura posta in Piazza Giolitti per la dodicesima edizione del "Salone del Libro per Ragazzi" (manifestazione che ha avuto un grande riscontro, come abbiamo riportato a pag. 2 ndr) ha ospitato un simpatico ed originale evento letterario giunto alla sua seconda edizione: si tratta di "Ti racconto un libro", un progetto nato nel Liceo Scientifico, Classico e Linguistico "G.Giolitti-G.B.Gandino" di Bra, che partendo dall'idea di una scuola concretamente aperta, in cui gli insegnanti desiderano dialogare con i ragazzi e mettersi personalmente in gioco raccontando alle più giovani generazioni autori e libri che li hanno particolarmente appassionati o che sono stati essenziali in alcuni momenti della loro vita, vuole trasmettere agli adolescenti il valore di una cultura veramente umana ed importante per l'esistenza stessa. Le condizioni, quindi, per un appuntamento in un clima rilassato, ma di riflessione al tempo stesso, c’erano tutte grazie anche alla possibilità di spaziare tra alcune delle opere più importanti e significative della vasta produzione letteraria nazionale. La serata, ideata e progettata dal prof. Alberto Lusso, è stata efficacemente presentata dalla prof.ssa Daniela Oddenino ed è stata strutturata in nove interventi, inframmezzati da alcuni brani musicali interpretati in modo molto elegante dagli ex allievi del Liceo Gianluca Milano (chitarra classica) e Simone Rinaldi (voce). Ha iniziato la prof.ssa Anna Bruno, che ha raccontato al numeroso pubblico presente le opinioni sulla scuola e sugli studenti di Paola Mastrocola, così come sono stati scritti nel suo libro “Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare". È stata poi la volta della prof.ssa Daniela Brussino, che ha coinvolto al massimo tutti gli intervenuti con "La rivoluzione celeste" di Oliviero Cigada; il prof. Flavio Russo, Presidente del Consiglio d'Istituto del Liceo, con grande passione ci ha parlato di Carlo Levi e del suo "L'orologio", mentre il prof. Pier Paolo Faccio si è soffermato su "Il buio e il miele" di Giovanni Arpino; il prof. Emanuele Forzinetti, successivamente, ha portato al Salone del Libro di Bra alcune importanti riflessioni, nell'anno del Centocinquantenario dell'Unità d'Italia, condotte a partire dal saggio di Alberto Maria Banti "Sublime patria nostra". La prof.ssa Anna Rinaldi, invece, ha trattato con grande partecipazione del libro di Roberto Saviano "La bellezza e l'inferno", seguita dalla prof.ssa Antonella Viassone, che ha presentato "Acciaio" di Silvia Avallone. Infine, dopo le toccanti riflessioni di Daniela Oddenino partendo dal libro "Lasciami andare, madre" di Elga Schneider, ha chiuso la serata l'intervento del prof. Alberto Lusso [con “Oceano-mare” di Alessandro Baricco]. Non sono mancati, durante la serata, momenti ironici e divertenti messi in scena dalla presentatrice, che hanno contribuito a rendere brillante un evento che ha ottenuto un lusinghiero (e meritato) successo di pubblico. [ppf]

Pier Paolo Faccio, Storie di prof. Attraverso i libri, in «Il Nuovo Braidese», sabato 21 maggio 2011, p. 9.





Le letture dei professori
Serata a raccontarsi per quelli del liceo


BRA – Seconda edizione di “Ti racconto un libro", a cura degli insegnanti del Liceo Giolitti-Gandino, venerdì scorso nell'ambito della Fiera del libro per ragazzi di Bra. I docenti Anna Bruno, Daniela Brussino, Pier Paolo Faccio, Emanuele Forzinetti, Alberto Lusso, Daniela Oddenino, Anna Rinaldi, Antonella Viassone e il presidente del Consiglio d'istituto del Liceo, Flavio Russo, si sono alternati su un palco improvvisato tra gli stand dei libri. La serata, nella quale gl'interventi sono stati inframmezzati dalle canzoni eseguite da Gianluca Milano e Simone Rinaldi, ex allievi della scuola, ha permesso di scoprire ì docenti in un contesto diverso da quello scolastico. Nelle oltre due ore sono scorse riflessioni su Giovanni Arpino, Alessandro Baricco, Carlo Levi, Roberto Saviano, passando attraverso il Risorgimento e altri autori meno noti. Per una volta i professori non hanno assegnato pagine da studiare, ma hanno parlato di letture fondamentali nel proprio percorso formativo.

Emanuele Forzinetti, Le letture dei professori, in «Il Corriere di Bra, Cherasco e Sommariva», lunedì 16 maggio 2011, p. 12.